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Lotta biologica contro Halyomorpha halys

La cimice asiatica o cimice marmorata è arrivata in Europa nel 2004, le prime segnalazioni in Italia sono del 2012 (Modena).
Si tratta di un Emittero Pentatomide fitofago, come tutti i Rincoti ha un apparato pungente succhiante con il quale penetra nei tessuti delle piante per succhiarne i liquidi zuccherini. Questo causa una suberificazione, o una necrosi dei tessuti coinvolti, rendendo il frutto colpito invendibile o causando la morte del seme.
Questa specie è estremamente polifaga e attacca pomacee, drupacee, leguminose, solanacee, ecc.
Le stime dei danni all’agricoltura sono di svariate centinaia di milioni di euro ogni anno.
Inoltre, nei mesi freddi cerca rifugio nelle nostre abitazioni, causando non pochi disagi.

Nel 2012 i nostri normali predatori di cimici come ragni, mantidi, uccelli insettivori, anfibi, rettili ed i parassitoidi non riconoscevano questo insetto e quelli che hanno provato ad assaggiarlo lo hanno sputato disgustati.
Ci sono filmati (purtroppo non miei) di rospi che le sputano dopo averle morse e si puliscono la lingua con le zampe, ragni che tagliano la tela in cui sono rimaste intrappolate le cimici per liberarsene, persino mantidi che dopo un primo assaggio, la lasciano andare e si puliscono le mandibole.
Di seguito un paio di video di Mantide che lascia andare una Halyomorpha dopo averla assaggiata.

Riproduzione

Halyomorpha halys compie due generazioni all’anno deponendo una decina di ovature da 28 uova disposte in modo geometrico molto preciso.

La lotta chimica è risultata inefficace per combattere questo insetto, quindi ci si è concentrati sui metodi di lotta biologica.

Progetto di lotta biologica

I migliori candidati da utilizzare nella lotta biologica contro Halyomorpha halys sono tre imenotteri parassitoidi che depongono il proprio uovo all’interno dell’uovo della cimice.

  • Anastatus bifasciatus, autoctono
  • Trissolcus japonicus
  • Trissolcus mitsukurii

Tra questi 3 insetti, Anastatus bifasciatus è l’unico insetto autoctono già presente in Italia motivo per il quale Bioplanet di Cesena, ha puntato molto su questo insetto

https://bioplanet.eu/it/anastatus-bifasciatus/

Le femmine di Anastatus bifasciatus vivono circa un paio di mesi, nel corso dei quali depongono circa 50 uova all’interno di grandi uova di cimice. Gli adulti sono glicifagi (si nutrono di liquidi zuccherini come melata e nettare).

Inizialmente presentava caratteristiche promettenti. Nei primi test in ambiente controllato è arrivato quasi al 50% di ovature parassitizzate, purtroppo una volta provato in campo non ha superato il 6% di ovature colpite.
Non molto efficace in quanto è un parassitoide generalista, quindi colpisce molti altri insetti oltre ad Halyomorpha halys.
E’ stato comunque scelto di fare lotta biologica con questo imenottero autoctono nella regione autonoma del Trentino i lanci sono stati effettuati a Giugno 2020
3 mila esemplari sono stati rilasciati nei boschi vicino ai meleti di Nalles

Scartato Anastatus, si è passati a studiare gli imenotteri del genere Trissolcus originari delle stesse aree di Halyomorpha halys e suoi parassitoidi specializzati.

Ogni femmina di Trissolcus sp. depone una cinquantina di uova e l’insetto compie da 8 a 10 generazioni ogni anno in funzione dell’andamento climatico.

Prima di immettere una specie in un’area dove questa non è presente, vanno fatte varie considerazioni sull’impatto ambientale che questa azione comporterà e quali saranno gli effetti a lungo termine, a questo fine, il CREA DC ha redatto uno studio analizzando tutti questi fattori di rischio.

Mentre noi europei facevamo queste prudenti considerazioni, gli yankee dall’altra parte dell’atlantico hanno deciso di non aspettare e hanno lanciato Trissolcus sp. apparentemente senza causare grossi disastri ambientali (QUESTA volta gli è andata bene). Nel frattempo sono state trovate in Italia ovature di Halyomorpha halys parassitizzate da Trissolcus japonicus e Trissolcus mitsukurii che sono arrivate nel nostro paese spontaneamente seguendo i propri ospiti preferiti.

A questo punto, considerato che Trissolcus sp. era già presente nel territorio nazionale e tenendo in considerazione i risultati interessanti ottenuti in laboratorio di quarantena autorizzato, si è deciso di procedere all’allevamento e al lancio di Trissolcus japonicus.

I primi lanci sono avvenuti a Giugno 2020 rilasciando 66.000 esemplari in 5 regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte e nelle 2 province autonome di Trento e Bolzano.

A fine anno sarà possibile analizzare i dati della effettiva parassitizzazione da parte di Trissolcus japonicus, Trissolcus mitsukurii e Anastatus bifasciatus su ovature naturalmente deposte raccolte in alcuni dei siti di lancio.

Allevamento di Trissolcus Japonicus. Intervista a Lara Maistrello

Video 29 aprile presentazione progetto

https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2020/aprile/online-materiali-video-webinar-contrasto-cimice-asiatica

Interventi

https://agricoltura.regione.emiliaromagna.it/convegni/2020/contrasto-alla-cimice-asiatica-la-lotta-biologica-con-il-parassitoide-trissolcus-japonicus

Nel 2020 abbiamo assistito ad un calo della popolazione di Halyomorpha halys rispetto agli anni precenti che può essere in parte dovuto anche ad altri fattori biotici e abiotici.
L’andamento climatico nel 2020 non è stato particolarmente favorevole ad Halyomorpha halys, e FINALMENTE i nostri ragni, mantidi ed altri animali insettivori hanno cominciato a mangiarsele… c’è voluto qualche anno, ma finalmente si sono adattati al gusto forte della cimice asiatica.

Ad oggi non è ancora possibile dire se i lanci hanno avuto successo o meno, in attesa dei dati definitivi, nei prossimi anni vedremo se i lanci di Trissolcus japonicus hanno portato all’effetto sperato.

Aggiornamento del 14/11/2020
In un articolo scientifico appena pubblicato si evidenzia l’attività di vari insetti normalmente presenti nella nostra fauna nel divorare uova e neanidi di 1a età di H. halys.
Particolarmente efficace si è rivelato un piccolo ortottero onnivoro. Vi rimando alla lettura dell’articolo per i dettagli.

Eupholidoptera chabrieri si è rivelato un ottimo predatore di uova e di neanidi di 1a età di H. halys fornendo un potenziale aiuto nel contenimento della specie invasiva.

Aggiornamento al 22/01/2021

Il CREA ha rilasciato un comunicato stampa in cui si annuncia che il 35% delle uova di Halyomorpha halys sono risultate parassitizzate da Trissolcus japonicus ed altri parassitoidi.
Qui il link comunicato.

Aggiornamento 26/02/2021

Intervista a Lara Maistrello sulla situazione a Febbraio 2021

Aggiornamento del 12/03/2021

Il programma dei lanci è stato rinnovato per le regioni e province che già avevano avuto approvazione nel 2020 ed è stato esteso anche ad altre regioni che ne hanno fatto richiesta tra le quali Liguria, Marche, Umbria, Campania e Sardegna.

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Durum wheat genome highlights past domestication signatures and future improvement targets

Marco Maccaferri, Neil S. Harris, Sven O. Twardziok, Raj K. Pasam, Heidrun Gundlach, Manuel Spannagl, Danara Ormanbekova, Thomas Lux, Verena M. Prade, Sara G. Milner, Axel Himmelbach, Martin Mascher, Paolo Bagnaresi, Primetta Faccioli, Paolo Cozzi, Massimiliano Lauria, Barbara Lazzari, Alessandra Stella, Andrea Manconi, Matteo Gnocchi, Marco Moscatelli, Raz Avni, Jasline Deek, Sezgi Biyiklioglu, Elisabetta Frascaroli, Simona Corneti, Silvio Salvi, Gabriella Sonnante, Francesca Desiderio, Caterina Marè, Cristina Crosatti, Erica Mica, Hakan Özkan, Benjamin Kilian, Pasquale De Vita, Daniela Marone, Reem Joukhadar, Elisabetta Mazzucotelli, Domenica Nigro, Agata Gadaleta, Shiaoman Chao, Justin D. Faris, Arthur T. O. Melo, Mike Pumphrey, Nicola Pecchioni, Luciano Milanesi, Krystalee Wiebe, Jennifer Ens, Ron P. MacLachlan, John M. Clarke, Andrew G. Sharpe, Chu Shin Koh, Kevin Y. H. Liang, Gregory J. Taylor, Ron Knox, Hikmet Budak, Anna M. Mastrangelo, Steven S. Xu, Nils Stein, Iago Hale, Assaf Distelfeld, Matthew J. Hayden, Roberto Tuberosa, Sean Walkowiak, Klaus F. X. Mayer, Aldo Ceriotti, Curtis J. Pozniak & Luigi Cattivelli 

Abstract

The domestication of wild emmer wheat led to the selection of modern durum wheat, grown mainly for pasta production. We describe the 10.45 gigabase (Gb) assembly of the genome of durum wheat cultivar Svevo. The assembly enabled genome-wide genetic diversity analyses revealing the changes imposed by thousands of years of empirical selection and breeding. Regions exhibiting strong signatures of genetic divergence associated with domestication and breeding were widespread in the genome with several major diversity losses in the pericentromeric regions. A locus on chromosome 5B carries a gene encoding a metal transporter (TdHMA3-B1) with a non-functional variant causing high accumulation of cadmium in grain. The high-cadmium allele, widespread among durum cultivars but undetected in wild emmer accessions, increased in frequency from domesticated emmer to modern durum wheat. The rapid cloning of TdHMA3-B1 rescues a wild beneficial allele and demonstrates the practical use of the Svevo genome for wheat improvement.

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