Scorpioni illuminati con luce UV

Per trovare velocemente gli scorpioni nel buio, si possono usare illuminare con luce UV. L’esoscheletro degli scorpioni, contiene una serie di sostanze fluorescenti, come  esteri ftalati, β-carbolina e 7-idrossi-4-metilcoumarina, nella cuticola che quando viene illuminata da luce ultravioletta diventa fluorescente ben visibile ad occhio nudo ed è possibile fotografarla con normalissime macchine fotografiche e persino cellulari.
NOTA: la luce UV è dannose per la nostra retina e per la pelle, suggerisco di usare gli occhiali protettivi in dotazione con la lampada e di non illuminare la propria cute, né di puntare mai la lampada verso il viso o la pelle di altre persone.
Va bene per illuminare piante, oggetti inanimati e scorpioni. NIENT’ALTRO.

Per scattare questa foto ho usato i seguenti materiali

In realtà l’unica cosa importante è la lampada a led UV, per il resto si può usare anche la fotocamera del cellulare.
Ecco qui un video fatto con il mio scarsissimo cellulare Xiaomi

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Fotografare le stelle

Per fotografare le stelle non occorrono obbligatoriamente attrezzature particolari, molto spesso sono sufficienti obiettivi e macchine fotografiche anche modeste e qualche accorgimento che tenterò di spiegare.

Cielo stellato
Scattata con Nikon D5600, Obiettivo Nikkor 35mm f/1.8 Esposizione 8 secondi, ISO 3200, Treppiede Manfrotto con autoscatto a 10 secondi.

Materiali consigliati:

  • Reflex aps-c o full-frame
  • Treppiede stabile
  • Ottica corta (18mm, 35mm) preferibilmente con grande apertura di diaframma inferiore a f/4
  • Pulsante di scatto remoto, per non far vibrare la macchina fotografica durante lo scatto

Attrezzatura opzionale (non ne parlerò in questo articolo)

  • OPZIONALE – filtri per la riduzione dell’inquinamento luminoso
  • OPZIONALE – astroinseguitore

Impostazioni macchina fotografica:

  • Fuoco manuale (MF) mettendo a fuoco una stella (ok… farò un altro articolo su come farlo)
  • Usare un treppiede
  • Disabilitare lo stabilizzatore ottico (si disabilità sempre, se si utilizza il treppiede)
  • Scatto in modalità autoscatto, oppure usando telecomando o ancora meglio un intervallometro se si intende fare stacking di più foto (segue articolo sull’argomento)
  • Disattivare riduzione del rumore alle lunghe esposizioni, soprattutto se si useranno programmi di stacking come Deep Sky Stacker o Sequator
  • Massima apertura del diaframma. Idealmente meglio obiettivi molto sensibili sotto a f/4. Normalmente io scatto con un Nikkor 35mm f/1.8 oppure con un Sigma 105mm f/2.8, più raramente con un Tamron 16-300mm a 16mm f/3.5
  • Minima lunghezza focale: ottiche grandangolari o comunque molto corte per paesaggi notturni con cieli stellati, foto alla via lattea o a qualche costellazione. Con ottiche medie come il 105mm è possibile per esempio fare ottime foto alla nebulosa di Orione
  • ISO 800 : se avete una macchina con un ottimo sensore come la Nikon D850 potete anche salire di ISO arrivando a 3200 o anche 6400. Se avete una aps-c entry level, non andrei oltre gli 800/1600 ISO per evitare di avere troppo rumore.
  • Tempi lunghi, fino al limite consentito per evitare l’effetto startrail

La terra ruota piuttosto velocemente e se si tengono tempi di esposizione troppo lunghi, rischiamo di fotografare delle strisce luminose (startrail) anziché le stelle a fuoco. In funzione della lunghezza focale dell’obiettivo che stiamo utilizzando si possono avere tempi più o meno lunghi, ma sempre nell’ordine di alcuni secondi calcolati con la regola del 500 o, più recentemente, con la regola NPF.

Regola del 500

Per calcolare tali tempi si sempre usata la regola del 500, ma recentemente Frédéric Michaud de La Société Astronòmique du Havre ha creato un nuovo sistema che valuta anche altri aspetti ed il calcolo dei tempi di esposizione con questa formula pare essere molto più efficace.
La formula è abbastanza complessa ma la si può far calcolare online a questo indirizzo

Calcolo online regola NPF

Per fare un esempio concreto, fotografando con la mia Nikon D5600, ed un obiettivo 35mm con apertura f/1.8 posso un tempo massimo di scatto di 9 secondi se uso la Regola del 500, mentre se uso la Regola NPF dovrei stare sotto i 6,50 secondi.

Per non dover usare i calcolatori online, ma avere una comoda APP su cellulare, vi consiglio PhotoPills dove troverete sia il calcolatore della regola del 500 o che quello della regola NPF, oltre a molte altre funzioni, come gli strumenti per calcolare il tragitto della Via Lattea nella volta celeste, i punti esatti di passaggi di sole e luna nei vari momenti, i calendari con l’ora blu, l’ora d’oro ecc. ecc.
Personalmente ve la consiglio di cuore. La potete scaricare per Android e iOS dai relativi store

Disponibile su Google Play
Scarica

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Nik Collection

Versione Google gratuitaUltima versione DXO (pagamento)

La Nik Collection è una raccolta di plugin per il fotoritocco che velocizza alcuni processi della postproduzione.
Personalmente non la amo particolarmente, preferendo agire da solo sui parametri della foto in Lightroom o Photoshop.
Tuttavia riconosco che può velocizzare il processo di lavorazione delle foto.

Nel 2016 Google possedeva i diritti per la Nik Collection e decise di renderli scaricabili gratuitamente da chiunque. Quella versione è ancora disponibile e perfettamente funzionante.

Versione google gratuita

Software per Windows

Sofware per macOS

Nel 2017, i diritti del software furono venduto da Google a DXO che si è occupata dello sviluppo negli ultimi 3 anni. Per chi desiderasse acquistarli ecco il link

Sito DXO per acquistare la versione più recente

https://nikcollection.dxo.com/

Come funziona la Nik Collection
video di Digital Camera School

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Fotografare le lucciole in volo nelle notti d’estate

In questo articolo affronteremo il tema di come fotografare le lucciole nel miglior modo possibile, e anche di conoscere un po’ meglio questi affascinanti animali.

Lucciola
Lucciole

Chi Quando Dove Come Perché

Chi:

Le lucciole comprendono circa 2000 specie di coleotteri della famiglia dei lampiridi in grado di produrre bioluminescenza.
Di queste una ventina di specie sono diffuse in Italia, tra queste

  • Lampyris noctiluca (Linnaeus, 1767)
  • Luciola italica (Linnaeus, 1767)
  • Luciola lusitanica (Charpentier, 1825)

Per un elenco più completo vedi https://www.lampyridae.it/le-lucciole-italiane/

Biochimica della bioluminescenza

La bioluminescenza è causata dall’enzima luciferasi che in presenza di ossigeno, ossida il eterociclico Luciferina trasformandola in ossiluciferina. Nel processo vengono consumate anche molecole di ATP, quindi il processo è molto costoso in termini energetici per l’animale.
È una luce fredda, la cui lunghezza d’onda oscilla fra i 500 ed i 650 nm
Si tratta di illuminazione una forma estremamente efficiente, in cui solo il 2% dell’energia impiegata viene dispersa come calore. Per dare un’idea una vecchia lampadina a incandescenza converte l’energia elettrica producendo il 5% di luce ed il 95% di calore, mentre una modernissima lampada a LED nel 2020, riesce ad convertire l’energia elettrica con una produzione di 50% luce e 50% calore.

Fenomeni di bioluminescenza sono osservabili in diversi esseri viventi oltre alle lucciole tra cui:

  • lumaca d’acqua dolce Latia neritoides
  • alcuni batteri
  • diverse specie di funghi tra cui il micelio (ma non i corpi fruttiferi) di Armillaria mellea diffusa in Italia.
  • alghe unicellulari come la dinoflagellata Noctiluca scintillans
  • pesci di profondità
  • meduse come la Pelagia noctiluca, presente nelle acque italiane

Perché:

Le lucciole femmine di Lampyris sono attere (senza ali), quelle di Luciola sp. hanno le ali, ma preferiscono non volare. Come tutti i coleotteri sono pessimi volatori, e i maschi escono la sera dopo il tramonto per cercare le femmine.

In stadio di larva vivono 2 o 3 anni, nutrendosi di lumache e limacce grandi anche 200 volte più di loro. Da adulti, molte specie non si nutrono nemmeno, ma hanno unicamente la necessità di accoppiarsi.

La sera dopo il tramonto i maschi sorvolano la zona emettendo la luce intermittente alla ricerca delle femmine, le femmine rispondono portandosi in posizioni visibili e iniziando ad emettere la luce intermittente per segnalare ai maschi la disponibilità ad accoppiarsi.

Curiosità: ogni specie di lucciola ha la propria frequenza di lampi che permette di non confondersi e sbagliare partner, ma alcune lucciole del genere Photuris hanno imparato ad imitare il lampeggio delle altre specie e sfruttano questa loro abilità per predare gli ignari maschi che vi si avvicinano.

Quando:

A partire da fine maggio in pianura, risalendo di altitudine fino a fine agosto sui 1300-1500 metri
Di preferenza da un’ora dopo il tramonto fino alle 23.30 circa

Dove:

Nei sottoboschi radi o sotto alle siepi di grandi dimensioni.

Come:

Materiali:
Treppiede
Telecomando
Torcia elettrica (opzionale)

Settaggi:
Impostazione Bulb o Time
tempi dai 30″ a salire
ISO 800
Ottica 50-100 mm
Fuoco manuale

Tecnica:
Preparare la composizione e mettere a fuoco, quando c’è ancora luce, o in un BREVE periodo illuminando con una torcia elettrica

Avvertenze: quando illuminate artificialmente, le lucciole si “spengono” e interrompono la ricerca del partner.
Questo vale per fanali delle auto, lampioni, torce elettriche e persino lo schermo dei cellulari!!!
Se si insiste troppo, se ne vanno e non ritornano abbandonando gli accoppiamenti in quella zona, in quel caso, oltre a non poter più fotografare le lucciole avrete fatto un serio danno alla popolazione di quell’area.
Tenere le luci artificiali accese il meno possibile, quando le si spegneranno ci vorranno alcuni minuti prima che le lucciole si “riaccendano”.

Se poi volete fare una bella esperienza a colpo sicuro e avere la certezza di riuscire a fotografare le lucciole, contattate Paolo Taranto per farvi accompagnare in uno luoghi magici dove trovarne in abbondanza e fatevi guidare da lui.

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