Il Signore delle Mosche

di Fulvio Giachino
26/06/2020

Le mosche, ovvero gli insetti appartenenti all’Ordine dei Diptera, hanno quasi sempre connotati negativi in campo mitologico, folkloristico e religioso. A causa dei loro comportamenti spesso necrofagi o coprofagi, anche a livello larvale, vengono di solito identificati come qualcosa di sporco, legato al marcio o a qualcosa di maligno. L’esempio forse più noto in tal senso è quello del Signore delle Mosche, Belzebù. Vi riporto quanto scrisse Johann Wier, medico e occultista olandese, nel suo De praestigiis daemonum del 1577:

Belzebù, signore delle mosche: che, tendendo tutte le reti, prende al massimo una mosca; questo lo rende impotente. È idolo ignobile degli Accaroniti, che sono sì nella regione dei Giudei, ma sono sacrileghi. Per questa ragione gli Ebrei hanno proclamato Belzebù principe dei demoni

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Mantidi e cacciatori di teste

di Fulvio Giachino
18/06/2020

Le mantidi, ovvero gli insetti appartenenti all’Ordine Mantodea, hanno da sempre affascinato l’uomo con il loro comportamento predatorio. Questi insetti nella maggior parte dei casi hanno quello che viene definito un comportamento predatorio opportunista, ovvero attendono che una preda gli passi vicino, per poi scattare con le zampe raptatorie, catturarla con le stesse, e cibarsene. Le zampe raptatorie sono infatti la caratteristiche principale di questo gruppo di insetti, anche se non esclusiva loro (esempi di zampe di questo tipo li ritroviamo anche, ad esempio, in alcuni gruppi di Neuroptera e di Hemyptera).

Fin da tempi antichissimi, l’osservazione della mantidi ha portato l’uomo ad attribuire loro svariati significati o poteri. Ad esempio, presso gli Egizi, la mantide era una figura sacra che indicava la via da percorrere ai defunti nell’oltretomba. La credenza che le mantidi avessero potere di indicare la via a chi fosse smarrito è rimasta radicata in Europa almeno fino al 1600. Il principale motivo di questa visione divina della mantide è da ricercarsi nella posa che tengono mentre attendono una preda, con le zampe raptatorie piegate in una posizione che ricorda quella di una persona in preghiera o in meditazione. Il termine “mantide” deriva appunto dalla parole greca che significa “indovino”. In Asia, invece, la mantide era vista come un animale intrepido, coraggioso e ferocemente combattivo, al punto da dare anche il nome ad uno stile di Kung Fu. Presso le popolazioni San del Kalahari, la mantide era invece un dio ingannatore, un “trickster” (un po’ come il Loki della mitologia nordica), che donò il fuoco all’uomo (ruolo che nella mitologia classica spettò a Prometeo).

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The Strain – Vampiri e parassiti

di Fulvio Giachino
12/06/2020

The Strain è una trilogia di romanzi a firma di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan, adattata anche in fumetti dall’editore Dark Horse e trasposta in serie tv da FW Productions (2014-2017, 4 stagioni). Questa opera presenta un rilettura dei classici miti vampireschi, e i succhiasangue in questione sono orribili mostri glabri, la cui bocca è trasformata in una lunga “lingua” attraverso la quale si nutrono. Insomma, non i classici e discreti canini o incisivi a cui la letteratura gotica ci ha abituato. La trasformazione in vampiro avviene a seguito del “morso” di un vampiro, ma è mediata da un vettore. Il vettore in questione, al netto dei riferimenti biblici agli angeli caduti che visitarono Sodoma e Gomorra nell’opera dei due autori, è un “verme”. Questo verme a sua volta pare veicola un fluido lucente che trasforma gli umani negli strigoi, per dirla come uno dei protagonisti. Questi vermi compongono la vera essenza del vampiro primigeno antagonista nella storia, e vivono nella terra contaminata della sua bara, che giunge a Manhattan grazie a un volo commerciale (una reminiscenza delle navi della peste e del viaggio di Dracula dai Balcani all’Inghilterra nell’opera di Stoker).

I vettori citati mi ricordano moltissimo i Nematoda, un Phylum di animali invertebrati che, come gli insetti, fa parte del raggruppamento sistematico noto come Ecdysozoa. Questo raggruppamento ha una caratteristica particolare, e a cui deve il suo nome: per accrescersi, “cambiano pelle” almeno una volta durante il loro arco vitale. Insomma, si accrescono attraverso mute. Gli insetti fanno la stessa cosa per passare dagli stadi giovanili a quelli adulti, e tutti gli artropodi si sono in qualche modo evoluti dai Nematodea (che racchiude Nematoda + Nematomorpha). I nematodi hanno da milioni di anni rapporti simbiotici non commensali con svariati altri gruppi del regno dei viventi (piante, vertebrati, invertebrati). A volte questo rapporto è soltanto foretico (ossia questi animali usano un altro animale come “mezzo di trasporto”), altre volte invece è di tipo parasitico (facoltativo o obbligato). In questo ultimo caso, riscontriamo diverse specie che alterano il comportamento dei loro ospiti. Questi parassiti hanno spesso una fase acquatica nel proprio ciclo vitale, e una volta maturi, spingono ad esempio l’insetto infettato verso l’acqua o punti estremamenti umidi, dove usciranno dal corpo dell’ospite e inizieranno la fase “libera” del proprio ciclo vitale.

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The Last Of Us – Infetti e Insetti

di Fulvio Giachino
11/06/2020

Quali sono i collegamenti tra l’entomologia e il videogioco Naughty Dog? Il collegamento è semplice e diretto: il fungo che crea gli infetti esiste infatti nel mondo reale, per quanto sia un patogeno di insetti soprattutto, ma anche di altri artropodi. In The Last Of Us, un ceppo o una specie del fungo Cordyceps sp. muta, diventando in grado di contaminare gli esseri umani. È la fine del mondo e l’inizio dell’incubo per i sopravvissuti, che si troveranno a cercare di sopravvivere in questo devastato nuovo mondo.

Per poter intavolare il discorso, occorre prima spiegare in maniera molto sintetica cosa sono i parassiti in senso lato: essi sono organismi che instaurano con un altro organismo (l’ospite) una simbiosi non mutualistica. Questo tipo di simbiosi implica che solo una delle due specie coinvolte tragga vantaggio da questa relazione.

I parassiti hanno una due fasi nel loro ciclo vitale: quella parasitica e quella infettiva. La fase parasitica è quella in cui il parassita, dopo essere penetrato nell’ospite, instaura la sua simbiosi, iniziando a nutrirsene o quantomeno a sfruttarlo. Non è necessariamente una fase patogena per l’ospite, esistono parassiti che effettuano parte del proprio ciclo vitale in quelli che non sono gli ospiti definitivi, e a questi non creano grossi problemi, se non nessuno proprio.

Occorre ricordare che il fine del parassita non è l’uccisione dell’ospite, senza il quale non potrebbe vivere, ma sfruttarlo per i propri fini in modo da portare a termine il proprio ciclo vitale, o una parte di esso. Esistono moltissime specie di parassiti, ad esempio, che non sono letali per l’ospite, ma che lo diventano solo a seguito di complicazioni secondarie, infestazioni molto importanti o molto prolungate nel tempo.

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Cos’è Innerscape

di Fulvio Giachino
11/06/2020

Salve a voi che siete approdati su questa pagina. Il mio nome è Fulvio Giachino, e sono un entomologo, ovvero studio insetti. Essere entomologo per me è sia una passione che un lavoro, a cui dedico la quasi totalità del mio tempo. Dico “quasi” perchè le altre mie grandi passioni hanno a che fare con tutto ciò che attiene la fantascienza e l’horror. Sono un gran divoratore di libri, fumetti, film e altre forme di media in cui questi generi si possono manifestare, compresi giochi da tavolo e videogiochi, ad esempio.

InnerScape nasce quindi da queste due mie passioni, all’apparenza molto distanti, ma nei fatti con molti più punti in comune di quanto uno possa aspettarsi di primo acchito.

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