Progetti di Citizen Science

I rilevamenti della presenza e del numero di animali in natura ed in determinate zone è spesso un lavoro che richiede sforzi enormi.
Per questa ragione sono partiti molti progetti di Citizen Science, cioè progetti scientifici che si avvalgono dell’aiuto dei comuni cittadini per aiutare i ricercatori o gli enti promotori nella raccolta dei dati di campo.
Generalmente questi progetti funzionano con un sito web di appoggio e una App da scaricare sul proprio smartphone (non obbligatoria, ma comoda) che consente di scattare una foto e fornire informazioni quali posizione GPS e data del rilevamento.
I dati GPS forniti sono poi normalmente tenuti riservati o forniti solo a livello generale di area al fine di evitare fenomeni di bracconaggio o prelievo illegale.

Questi sono alcuni dei servizi disponibili, se ne conoscete altri segnalatemeli

AlienFish – Monitoraggio delle specie aliene nei nostri mari

Beewatching – Studia le oltre 2000 specie di Apoidei italiani

InNat – Dati su coleotteri, odonati, ortotteri, lepidotteri in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM)

iNaturalist – Progetto di identificazione mondiale di tutte le specie dei regni dei viventi.

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Ciclo vitale dei calabroni (genere Vespa)

Il ciclo vitale dei calabroni (genere Vespa) si compone generalmente di sei fasi:

FASE SOLITARIA anche detta fondazione: è la fase nella quale la regina, in primavera, si risveglia dal torpore invernale e inizia la costruzione del nido. Essa crea le prime cellette, un abbozzo di involucro, depone le prime uova e alleva la prima nidiata di larve. In questa fase la regina si occupa da sola di tutto: caccia, difesa, costruzione, cura della covata. Questa fase termina con la nascita delle prime operaie.

FASE COOPERATIVA: è la fase nella quale le prime operaie emergono e iniziano a svolgere i loro compiti, aiutando la regina nella caccia e nella costruzione.

FASE POLIETICA: inizia quando la regina cessa ogni attività fuori dal nido e si dedica esclusivamente alla deposizione delle uova, lasciando alle operaie, in costante crescita numerica, tutti i lavori pesanti. Questa è la fase che vede il maggior sviluppo del nido e della colonia in termini di numero di esemplari.

FASE SESSUALE o riproduttiva: inizia alla nascita del primo esemplare fertile (in genere un maschio) e marca la maturità sessuale della colonia. In questa fase, la produzione di operaie inizia a calare e quella di sessuati (maschi e nuove regine) aumenta esponenzialmente.
Si raggiunge ora il picco numerico della colonia.

DISSOLUZIONE: in questa fase, anche detta fase abortiva, maschi e nuove regine abbandonano la colonia per accoppiarsi, le ultime larve rimaste vengono abortite, la regina anziana muore e le operaie decrescono rapidamente fino all’estinzione della colonia. I maschi fertili di Vespa mandarinia e Vespa soror nascono qualche settimana prima delle femmine e iniziano ad esplorare il territorio alla ricerca delle altre colonie in modo da potersi accoppiare con le regine di tali colonie appena queste escono dal loro nido.
Gli accoppiamenti di Vespa velutina, Vespa orientalis e Vespa crabro avvengono in zone in rilievo come pali, alberi, edifici, ecc.

SVERNAMENTO: in questa fase, le nuove regine dopo essersi accoppiate, si cercano un posto per passare l’inverno. Intanto i maschi muoiono, lasciando le regine quiescenti gli unici esemplari presenti in questa parte del ciclo. Termina con l’inizio di una nuova fase solitaria la primavera seguente, quando il ciclo ricomincia.
Si stima che solo il 10% delle regine riesca a fondare una nuova colonia, il restante 90% non sopravvive abbastanza a lungo oppure non riesce ad accoppiarsi con successo (caso frequente soprattutto in Vespa mandarinia e Vespa soror).

Tabella di confronto



Vespa crabro Vespa orientalis Vespa velutina Vespa mandarinia
Quantità di operaie nido primario qualche decina qualche decina qualche decina
Dimensione nido primario 7 – 8 cm
Località nido primario Posizione riparata Posizione riparata o cavità Posizione riparata Cavità sotterranea o all’interno di tronchi
Vita media operaia 30 giorni 30 giorni 30 giorni 30 giorni
Alimentazione operaie glicifago glicifago glicifago glicifago
Alimentazione larve proteine animali proteine animali proteine animali proteine animali
Località nido secondario Posizione riparata Rami di alberi
Dimensione nido secondario 40 – 70 cm 30 – 50 cm 70 cm – 1 metro 50 cm – 1 metro
Numero stimato di nuove regine per colonia 50 – 150 50 – 150 1000 – 1500 200 – 500
Solitaria Aprile Maggio Marzo Aprile Marzo Aprile Maggio Giugno
Cooperativa Giugno Maggio Giugno Aprile Maggio Giugno Luglio
Migrazione nido secondario Giugno Luglio
Polietica Luglio Agosto Giugno Luglio Giugno Agosto Agosto Settembre
Sessuale Settembre Ottobre Agosto Settembre Settembre Novembre Settembre Novembre
Dissoluzione Novembre Novembre Dicembre Novembre Gennaio Novembre Dicembre
Svernamento Novembre Aprile Dicembre Marzo Novembre Febbraio Novembre Maggio
N. Adulti al picco 300 – 500 300 – 500 2000 – 4000 500 – 1000

Nella prima fila in alto potete vedere gli insetti di cui parliamo.
Illustrazione di Daniele Valeriani

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Come distinguere nidi di Vespa velutina da nidi di Dolichovespula

Tratto dal post Facebook di Jesse Mendelsohn pubblicato nel gruppo Insetti e altri artropodi- un fantastico mondo da scoprire.

Dal momento che è una domanda che viene fatta di frequente, e ancora più frequenti sono le errate identificazioni dei nidi, ho preso in prestito dal web (aprendole vedrete i link rispettivi) due foto secondo me rappresentative di nidi tipici di Vespa velutina e Dolichovespula.

Ormai siamo in inverno, gli alberi caduci hanno quasi tutti perso le foglie, quindi capita molto spesso di trovare queste strutture cartacee appese ai rami.
È bene saper distinguere i nidi di queste due vespe, perché una delle due, Vespa velutina, è una specie di origine asiatica che è stata introdotta in Europa per sbaglio. La popolazione europea si è originata in Francia nel 2004 a partire da una o poche regine cinesi giunte molto probabilmente tramite un carico di vasi per bonsai (letteralmente ‘dalla Cina cor furgone’). La presenza di questa specie andrebbe riportata ad enti appositi, in quanto è una specie invasiva che causa danni all’ecosistema nostrano e all’industria apistica.
Dolichovespula è invece un genere comprendente alcune specie native dell’Europa che fanno parte del nostro ecosistema da sempre, pertanto non andrebbero distrutte in modo ingiustificato, e non vi è il bisogno di riportarle a nessuno. Vediamo quali sono le differenze nella struttura dei nidi:

FORMA: Il nido di quasi tutte le specie di Dolichovespula, quando appeso ad un ramo o altra superficie, tende ad assumere una tipica forma a pera rovesciata con la parte alta più ampia e quella bassa più stretta. Questa forma accomoda la configurazione dei favi all’Interno: il favo più sviluppato, qualora doveste dissezionare il nido, sarà quasi sempre quello più in alto (il più vecchio).
-Al contrario, il nido di V. velutina tende ad avere una forma più globulare o ovoidale, molto spesso con la sommità più stretta rispetto alla parte bassa, probabilmente per far scivolare la pioggia più facilmente. Dissezionandolo, aspettatevi di trovare i favi più larghi verso il basso o verso il centro.

INVOLUCRO: Il nido classico di Dolichovespula tenderà ad avere nella metà più bassa un involucro molto liscio (laminare), cioè i vari strati che lo compongono vanno pochissimo a contatto fra loro, rimanendo paralleli. Nella parte alta del nido, invece, è possibile trovare un più alto grado di anastomosi fra i vari strati, che comporta la formazione di varie piccole sacche.
In sezione, troverete che l’involucro è molto più spesso (maggior numero di strati) nella parte bassa, quella laminare, mentre i favi tendono ad essere concentrati in quella alta, che avrà quindi meno strati.
-L’involucro di Vespa velutina, invece, è completamente formato da sacche (embricato) e in sezione mostra di avere circa lo stesso spessore sia in basso che in alto.

DIMENSIONI: Ovviamente questo non è un carattere assoluto, dipende dallo stato di avanzamento del nido, ma in genere i nidi di Dolichovespula non sono più grossi di un pallone da calcio. Al loro interno troverete da uno a tre favi, qualche volta fino a cinque, anche se l’ultimo è quasi sempre incompleto.
-Le dimensioni del nido di Vespa velutina sono più generose: nidi molto prosperosi possono arrivare a un diametro di quasi un metro, rendendo difficile avvolgere le proprie braccia attorno ad essi, ma in genere si fermano attorno ai 50/70 cm. In sezione mostreranno facilmente una dozzina di favi.

COLORE: Il nido di Dolichovespula è composto da fibre di legno secco, pertanto spesso tende ad assumere un colore grigio chiaro. Non è sempre vero, infatti qualche volta hanno bande di svariati colori a seconda del tipo di legno usato. Ho in collezione un nido con alcune bande rosse che fu costruito in parte usando legno da uno steccato dipinto di rosso. Quasi sempre è possibile distinguere bande di colore bianco, sono i resti degli opercoli delle pupe, che le operaie riciclano.
-Il nido di V. velutina è anch’esso a bande, ma si nota di meno, perché il colore è relativamente uniforme e mai grigio. In genere è color ocra, perché ottenuto da legno marcescente o comunque con un certo livello di umidità.

CONSISTENZA: Il nido di Dolichovespula, al tatto, risulta flessibile. Se prendete un pezzo di involucro e lo piegate attorno a una matita, sarà difficile che si spezzi. Al microscopio, le fibre di cellulosa si mostrano strette, lunghe e parallele.
-Il nido di V. velutina è invece abbastanza friabile, se sottoposto al test della matita l’involucro tenderà a frammentarsi, e al microscopio le fibre di cellulosa sono irregolari, spezzettate e ricche di impurità.

LOCALITÀ: Dolichovespula è un genere di clima temperato che non ama molto l’ambiente mediterraneo, per cui è più facile incontrarlo in montagna o in aree ombreggiate. La maggioranza delle specie italiane è per lo più alpina, mentre una, Dolichovespula media, è comune lungo gli Appennini, percorrendoli completamente fino alla Calabria.
-V. velutina è comune anche a basse altitudini fino al livello del mare, ed è per ora (dicembre 2020) limitata a Liguria, sud del Piemonte e nord-ovest della Toscana. Se non vivete in una di queste zone, per ora, è molto difficile che troviate questa specie.

CICLO VITALE: entrambe le specie hanno colonie annuali che vengono fondate in primavera, si sviluppano in estate e si estinguono con l’arrivo della stagione fredda. Dolichovespula è generalmente attiva dalla tarda primavera fino all’inizio dell’autunno, protraendosi talvolta anche fino a ottobre inoltrato o inizi di novembre.
-V. velutina forma colonie dalla vita abbastanza lunga, tracce di attività residua possono persistere fino a fine anno e qualche volta persino dentro gennaio.

Dolichovespula
Foto in alto: nido di Dolichovespula media dalla Repubblica Ceca
Foto in basso: Nido di Vespa velutina ‘nigrithorax’ dalla Francia
Nido di Vespa velutina nigrithorax

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